Siamo nel periodo più evocativo dell’anno: la stagione dei tartufi pregiati. È il tempo delle fiere storiche, delle celebrazioni nei borghi, dei mercati che profumano di bosco e delle tavole che si riempiono di tradizioni antiche. Protagonisti assoluti di questi mesi sono il Tartufo Bianco Pregiato (Tuber magnatum Pico), il più raro al mondo, e il Tartufo Nero Pregiato (Tuber melanosporum Vittad.), elegante e profumato. Due eccellenze che raccontano territori diversi, unite dalla stessa identità culturale italiana

La mia esperienza con la mostra SCENT OF ITALY: IL TARTUFO

Questi profumi e questi sapori mi riportano a un anno fa, quando ho avuto l’occasione di collaborare, come freelance, affiancando l’azienda BIA – Beni Immateriali e Archivistici, alla realizzazione della mostra SCENT OF ITALY: IL TARTUFO, un progetto commissionato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e destinato alla rete degli Istituti Italiani di Cultura all’estero. La mostra è stata esposta in diverse sedi internazionali, portando il racconto del tartufo italiano a pubblici lontani e diversi tra loro, avvicinandoli a un patrimonio che parla profondamente di noi.
Un viaggio nel Patrimonio Immateriale
E’ stato un viaggio di scoperte e conoscenze: boschi, tartufaie, cani da tartufo, incontri dal nord al sud dell’Italia con associazioni e comunità locali, raccogliendo video, testimonianze e storie di chi vive con passione la cerca e cavatura del tartufo. Un’esperienza che mi ha toccato profondamente, perché permette di raccontare un patrimonio culturale immateriale unico: un sapere antico, un rito che custodisce le tradizioni dei territori e le memorie delle comunità.

Il ruolo del comitato scientifico
Questa mostra non avrebbe potuto prendere forma senza la guida e il supporto di un comitato scientifico d’eccellenza, che ha garantito autorevolezza, rigore e profondità culturale ai contenuti.
- Antonio Degiacomi, Presidente del Centro Nazionale Studi Tartufo di Alba
- Isabella Gianicolo, Responsabile scientifico del Centro Nazionale Studi Tartufo di Alba
- Antonella Brancadoro, Direttrice dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo
- Gianluigi Gregori, Responsabile del Centro Sperimentale di Tartuficultura e Dottore Forestale
- Gabriella Di Massimo, ricercatrice indipendente
Accanto a questo prezioso lavoro, il mio percorso sui territori è stato arricchito dal supporto di chi vive quotidianamente queste realtà: Fabio Cerretano, Presidente nazionale della Federazione Nazionale Associazioni Tartufai Italiani, e le comunità dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo. La loro presenza sul campo ha reso possibile incontrare tartufai, entrare nelle tartufaie, raccogliere storie autentiche e comprendere da vicino un mondo fatto di passione, gesti antichi e rispetto profondo per i luoghi.

I temi della mostra e l’esperienza immersiva
La mostra SCENT OF ITALY: IL TARTUFO ha raccontato il mondo del tartufo attraverso un percorso approfondito, articolato attorno ai temi fondamentali per comprendere questo fungo ipogeo: la sua storia e tradizione, le specie più pregiate, i territori vocati e la loro straordinaria biodiversità, la cerca e cavatura come pratica identitaria, il ruolo dei tartufai e il valore della sostenibilità ambientale. Un viaggio che ha unito contenuti culturali, scientifici e testimonianze raccolte sul campo.
Per arricchire il racconto, sono stati realizzati strumenti multimediali e sensoriali che hanno permesso al pubblico internazionale di vivere un’esperienza coinvolgente:
- mappe digitali, per scoprire le aree tartufigene italiane e comprendere la diversità dei territori;
- video e contributi audiovisivi girati nelle tartufaie e nei boschi, con le voci dei tartufai e delle comunità locali;
- immersioni tramite visori, che hanno portato virtualmente il visitatore dentro i paesaggi, nelle ricerche sul campo e nelle pratiche della cerca e cavatura;
- kit sensoriali dedicati ai profumi del tartufo, per avvicinare i partecipanti alla parte più intangibile e affascinante di questo patrimonio.
Un approccio contemporaneo che ha reso possibile raccontare il tartufo non solo come eccellenza gastronomica, ma come cultura, territorio, sapere ed esperienza.

La cerca e cavatura del tartufo: patrimonio UNESCO
“La cerca e cavatura del tartufo in Italia” è riconosciuta come Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO dal 2021. Un riconoscimento che non riguarda il tartufo come prodotto, ma le conoscenze, le pratiche e i saperi che per secoli sono stati trasmessi oralmente all’interno delle comunità rurali e delle famiglie di tartufai.
È un sapere che vive grazie alla trasmissione intergenerazionale, alle pratiche condivise e alle misure di salvaguardia che negli anni hanno coinvolto associazioni, comunità e gruppi di tartufai di tutta Italia. Un patrimonio fondato sul rapporto profondo tra uomo, natura e animale, dove la cerca e la cavatura continuano a essere gesti compiuti con rispetto, attenzione e cura del territorio.
Un’umanità autentica, fatta di gesti lenti, memorie, comunità e boschi attraversati all’alba, che la mostra SCENT OF ITALY: IL TARTUFO ha voluto raccogliere, raccontare e portare oltre i confini italiani: un patrimonio culturale immateriale che continua a vivere grazie alle persone che ogni giorno lo praticano, lo proteggono e lo tramandano.

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